Cash is king – Tutorial sul monitoraggio del cash flow

Introduzione

“Turnover is vanity, profit is sanity but cash is reality”. Questa frase dovrebbe essere stampata negli uffici di tutti gli imprenditori che incontro quando ormai i buoi sono scappati.

Nella sua banalità, questa frase infatti fornisce una bussola gestionale per navigare nelle acque del business.

Per illustrarne brevemente i risvolti, traggo due lezioni da aziende effettivamente incontrate, che non cito per ovvi motivi.

È importante che ciascun imprenditore si concentri sulla crescita del fatturato, ma deve fare in modo che sia una crescita sana, e la misura della sanità della crescita è costituita dal margine del fatturato incrementale. Quante sono, ad esempio, le aziende che si sono lasciate tentare dai volumi della Grande Distribuzione Organizzata, e che più vendevano più perdevano? Quanti sono gli imprenditori che conoscono il margine di ciascuno dei propri prodotti? Se il fatturato del nuovo cliente acquisito non genera profitti, allora è solo la nostra vanità che stiamo solleticando.

Ma anche se il nuovo cliente genera profitti, cosa succede se paga in ritardo? Ad esempio, se un’azienda di moda sviluppa una strategia di crescita basata sull’affiancamento di una rete di vendita indiretta plurimarca alla rete di negozi diretti, che succede se non ha verificato la solvibilità dei nuovi clienti? Come farà a pagare stipendi, fatture, imposte se le banche non ampliano l’affidamento.

La cassa è realtà perché la crescita è impossibile senza un corretto monitoraggio e una attenta gestione del cash flow.

Importanza del monitoraggio del cash flow

Per molte aziende, soprattutto piccole e medie, la difficoltà di accesso al credito bancario costituisce uno dei principali ostacoli alla crescita.

Pertanto, le aziende che riescono a generare elevati livelli di liquidità per finanziare gli investimenti produttivi o l’acquisizione di concorrenti, hanno un ovvio vantaggio competitivo rispetto ai peers del loro settore industriale.

Uno dei motivi per il quale queste aziende riescono a migliorare la generazione di cassa risiede nella maggiore disciplina finanziaria che ottengono attraverso il governo della catena order-to-cash, cioè attraverso il controllo e la gestione di ciascuno degli anelli che compongono il processo che va dall’ordine all’incasso.

Al contrario, un ammontare di liquidità inadeguato rischia di impattare sulla solvibilità dell’azienda ovvero sulla capacità di far fronte agli impegni finanziari.

Per aumentare la generazione di cassa spesso non è necessario aumentare i ricavi o ridurre i costi, ma individuare le leve per ottimizzare il capitale circolante. Pertanto, il primo posto dove guardare per migliorare del cash flow è proprio il bilancio della propria azienda.

Prima però, bisogna mettere a punto una reportistica di monitoraggio del cash flow, idealmente con frequenza mensile, che consenta innanzitutto di capire se il business genera o assorbe flusso di cassa e quali sono le partite sulle quali puntare l’attenzione.

Background

L’andamento della generazione del cash flow è spesso funzione dello stadio del ciclo di vita attraversato dall’azienda. Solitamente, nelle fasi di start up i flussi di cassa tendono ad essere negativi per effetto delle dimensioni degli investimenti rispetto a quelle del fatturato. Nel tempo, nelle fasi di crescita e maturità, il flusso di cassa cresce e si stabilizza. Se, pertanto, la generazione del flusso di cassa di un’azienda consolidata, manifesta un trend di riduzione, allora avremo un campanello di allarme sulla solidità della gestione del business. Perché allora molte aziende intervengono quando la situazione è ormai compromessa? Semplicemente, perché non dispongono di sistemi di monitoraggio del cash flow.

In questo articolo, ci concentreremo sulla definizione di cash flow e sulle sue modalità di calcolo, riportando anche delle tabelle facilmente realizzabili su Excel.

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Come si calcola il cash flow

Per descriverne il procedimento di calcolo, ci riferiremo al principio contabile OIC10 emanato dall’Organismo Italiano di Contabilità, che stabilisce che il flusso di cassa (o flusso finanziario) rappresenta un aumento o una diminuzione dell’ammontare delle disponibilità liquide (depositi bancari e postali, assegni, denaro e valori in cassa).

Tali flussi vengono classificati in una delle 3 categorie di attività che li genera e sommati fra di loro.

Il Cash Flow viene quindi calcolato secondo questa formula:

Cash Flow = Attività Operativa + Attività di Investimento + Attività di Finanziamento

L’Attività Operativa comprende le attività caratteristiche dell’azienda: l’acquisizione, la produzione e distribuzione di beni, la fornitura di servizi, anche se riferibili a gestioni accessorie, e tutte quelle operazioni che non sono ricomprese nell’attività di investimento e di finanziamento.

L’Attività di Investimento comprende le operazioni di acquisto e di vendita delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e delle attività finanziarie non immobilizzate.

L’Attività di Finanziamento comprende le operazioni di acquisizione e rimborso delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito.

Esistono due metodi di calcolo del cash flow: il Metodo Diretto e il Metodo Indiretto. Entrambi sono finalizzati alla trasformazione di dati contabili basati sul criterio della competenza in dati contabili basati sul criterio della cassa. Ma i due metodi differiscono fra loro per le modalità di calcolo delle Attività Operative.

Il Metodo Diretto si basa sul calcolo della differenza tra i ricavi e i costi monetari sostenuti dall’azienda nel periodo di analisi, come dalla seguente tabella (in rosso le partite che hanno un segno negativo nel calcolo):

+Incassi da clienti
+Altri Incassi
Pagamenti a fornitori per acquisti
Pagamenti a fornitori per servizi
Pagamenti al personale
Altri pagamenti
Imposte pagate sul reddito
+Interessi incassati
Interessi pagati
+Dividendi incassati
=Flusso finanziario dell’attività operativa

Il Metodo Indiretto parte dal risultato d’esercizio che viene rettificato delle componenti non monetarie di reddito, quali gli ammortamenti e gli accantonamenti, e delle variazioni del capitale circolante netto, come dalla seguente tabella (in rosso le partite che hanno un segno negativo nel calcolo):

+Utile (perdita) dell’esercizio
+Imposte sul reddito
+Interessi passivi
Interessi attivi
Dividendi
Plusvalenze derivanti dalla cessione di attività
+Minusvalenze derivanti dalla cessione di attività
1.Utile (perdita) dell’esercizio prima d’imposte sul reddito, interessi, dividendi e plus/minusvalenze da cessione
Rettifiche per elementi non monetari che non hanno avuto contropartita nel capitale circolante netto
+Accantonamenti ai fondi
+Ammortamenti delle immobilizzazioni
+Svalutazioni per perdite durevoli di valore
+/-Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie di strumenti finanziari derivati che non comportano movimentazione monetaria
+/-Altre rettifiche per elementi non monetari
2.Flusso finanziario prima delle variazioni del CCN
Variazioni del capitale circolante netto
+Decremento delle rimanenze
Incremento delle rimanenze
+Decremento dei crediti vs clienti
Incremento dei crediti vs clienti
+Incremento dei debiti verso fornitori
Decremento dei debiti verso fornitori
+Decremento ratei e risconti attivi
Incremento ratei e risconti attivi
+Incremento ratei e risconti passivi
Decremento ratei e risconti passivi
+/-Altre variazioni del capitale circolante netto
3.Flusso finanziario dopo le variazioni del CCN
Altre rettifiche
+Interessi incassati
Interessi Pagati
Imposte sul reddito pagate
+Dividendi incassati
Utilizzo dei fondi
+/-Altri incassi/pagamenti
=Flusso finanziario dell’attività operativa

Il Metodo Diretto viene calcolato acquisendo i dati di base per la determinazione del Flusso Finanziario Operativo dal Piano dei Conti aziendale (cioè dal sistema dei conti utilizzato per la realizzazione della partita doppia). Il Metodo Indiretto viene calcolato a partire dai dati di bilancio.

Al valore del Flusso Finanziario dell’Attività Operativa così ottenuto in ciascuno dei due metodi, si somma algebricamente il risultato del calcolo dei flussi generati dalle Attività di Investimento e di Finanziamento.

Immobilizzazioni materiali
Investimenti
+Disinvestimenti
Immobilizzazioni immateriali
Investimenti
+Disinvestimenti
Immobilizzazioni finanziarie
Investimenti
+Disinvestimenti
Attività finanziarie non immobilizzate
Investimenti
+Disinvestimenti
Acquisizione di rami d’azienda al netto delle disponibilità liquide
+Cessione di rami d’azienda al netto delle disponibilità liquide
=Flusso finanziario dall’attività di investimento
Flussi finanziari derivanti dall’attività di finanziamento
Mezzi di terzi
+Incremento debiti a breve verso banche
Decremento debiti a breve verso banche
+Accensione finanziamenti
Mezzi propri
+Aumento di capitale a pagamento
Rimborso di capitale
+Cessione di azioni proprie
Acquisto di azioni proprie
Dividendi (e acconti su dividendi) pagati
=Flusso finanziario dall’attività di finanziamento

La somma algebrica dei tre flussi determinerà il flusso di cassa generato nel periodo.

Un corretto sistema di monitoraggio dovrebbe contenere il cash flow mensile rolling di 13 mesi, cioè tracciare, nell’anno n, la serie storica dei cash flow a partire dal corrispondente mese dell’anno n-1, per tenerne sotto controllo il trend e verificarne eventuali andamenti ciclici nel corso dell’anno.

Il rendiconto finanziario redatto sulla base delle tabelle sopra riportate, è uno strumento chiave per tracciare quali sono le partite che generano e assorbono cassa e se l’attività dell’azienda nel suo complesso produce o brucia cassa.

Alle leve a disposizione dell’azienda per migliorare la generazione della cassa, dedicheremo uno dei prossimi articoli.

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2019-10-17T10:56:44+00:00