Hai mai testato a fondo la tua pianificazione della liquidità e analizzato un po’ più da vicino le discrepanze tra pianificazione e realtà? No? Molto probabilmente, la maggior parte delle aziende si trova in questa posizione.

La verità è che le previsioni di liquidità spesso divergono fortemente dalla realtà. L’identificazione delle ragioni e dei driver di tali discrepanze di solito non è considerata parte dell’attività quotidiana della Tesoreria aziendale e talvolta la ragione risiede nella scarsità di risorse. Tuttavia, analizzare gli scostamenti può essere illuminante per mettere in evidenza le interdipendenze, i valori anomali e le aree in cui l’azienda potrebbe fare meglio in futuro.

Guardare indietro può essere molto utile per il futuro!

Quanto dev’essere accurata la pianificazione della liquidità?

Uno dei compiti principali della Tesoreria è garantire la solvibilità continua dell’azienda. Per questo, pianificare le esigenze di liquidità a breve e medio periodo è indispensabile.

Le discrepanze tra i valori attesi e quelli effettivi sono perfettamente normali quando si pianifica la liquidità di un’azienda. Eppure, una certa precisione è necessaria non solo per non scivolare nell’insolvenza, ma anche per utilizzare in modo efficiente le risorse disponibili.

Si potrebbe certamente discutere di quanto dovrebbe essere accurata la pianificazione. In generale, la ragione di un piano di liquidità insoddisfacente può essere solitamente trovata in debolezze metodiche nel modo in cui i processi vengono applicati nell’attività quotidiana.

Quando si tratta di elaborare il piano di liquidità, i tesorieri sono spesso alle prese con la scarsa qualità dei dati disponibili che sono spesso privi di dettagli. Ciò rende praticamente impossibile il miglioramento continuo del piano di liquidità basato sull’analisi degli scostamenti.

Un’altra sfida nella pianificazione della liquidità è la trasparenza: una mancanza di trasparenza nei dati, infatti, rende spesso impossibile risalire alle origini delle discrepanze e dei valori anomali.

Un’analisi ragionevolmente precisa a livello di singole divisioni o centri di spesa è fondamentale per una pianificazione della liquidità, che viene al contrario ostacolata dall’utilizzo di sistemi e pratiche diverse all’interno dell’azienda.

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Analisi degli scostamenti

Una delle condizioni di base per un’analisi quantitativa della qualità del piano è la disponibilità di dati con una granularità sufficiente sia per i valori pianificati che per quelli effettivi. Quanto più lungo è il periodo su cui vengono analizzati i dati, tanto più precise saranno le successive analisi degli scostamenti.

Di norma, i dati pianificati ed effettivi dovrebbero esistere per un intero anno civile, ovvero un periodo di pianificazione completo.

I dati effettivi dovrebbero essere prontamente disponibili a partire da fonti diverse: ad esempio dal sistema di Tesoreria, dal sistema ERP (Enterprise Resource Planning) o dallo home banking. In alternativa, essi dovrebbero poter essere derivati dalla contabilità fornitori/contabilità clienti, nonché dai pagamenti delle risorse umane

Un backtesting quantitativo permette di analizzare le discrepanze tra i dati pianificati ed effettivi dalla pianificazione della liquidità, al fine di identificare sistematicamente le deviazioni che possono quindi essere classificate in base a diversi indicatori: deviazioni sistematiche, fattori stagionali, effetti una tantum, ecc.

Un’altra categoria particolarmente importante sono le deviazioni sistematiche, frutto di errori di pianificazione regolari e ricorrenti (come, per esempio, importi pianificati che sono costantemente troppo bassi o troppo alti per una divisione o centro di spesa e per un periodo specifico).

Al fine di ottenere informazioni valide dalle analisi statistiche relative sia alla pianificazione della liquidità sia ai processi aziendali, le analisi devono essere interpretate correttamente e inserite nel contesto delle caratteristiche specifiche dell’azienda.

Molto spesso, le ragioni per le imprecisioni di pianificazione esistono in realtà già ancora prima che i dati di pianificazione vengano generati. L’analisi degli scostamenti è importante per trarre le giuste conclusioni dal backtesting, al fine di risalire alle cause prime delle imprecisioni di pianificazione.

Un’altra dimensione è necessaria per analizzare un piano di liquidità e per scoprire tutte le potenzialità di miglioramento: la revisione qualitativa.

Gli elementi di base di una revisione qualitativa sono:

  • dati: inserimento nel database, valutazione della qualità dei dati;
  • metodi: approccio diretto o indiretto, definizione dei parametri di pianificazione, struttura del piano delle posizioni di liquidità, periodo di pianificazione;
  • sistemi: implementazione tecnica, funzionalità dei sistemi IT, interfacce;

Se si esaminano le dimensioni quantitative (backtesting) e qualitative della pianificazione della liquidità, la massa – e la matassa – di numeri, che in un primo momento poteva far sembrare complessa l’analisi dei risultati, diventa improvvisamente trasparente. Fattori stagionali, effetti una tantum e deviazioni sistematiche possono essere rapidamente identificati e analizzati.

Questi indicatori, a loro volta, consentono anche di intraprendere azioni specifiche per rimediare alle ragioni delle elevate discrepanze nella pianificazione della liquidità.

Conclusione

Come accennato all’inizio, fare il backtesting dei piani di liquidità è una pratica indispensabile per i tesorieri aziendali.

È importante che i risultati siano interpretati correttamente e utilizzati per migliorare i piani futuri. Rendere i piani più accurati è anche un bene per la solvibilità della società e per l’allocazione più efficiente del capitale, in quanto consente un’analisi più precisa delle esigenze future di liquidità e delle riserve necessarie.

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Autore dell'articolo

Diego Fiorentini

Managing Partner di yourCFO Svizzera