Il controllo di gestione è un’attività indispensabile per qualsiasi impresa. Per le PMI, avere un controllo gestionale sull’operato aziendale costituisce l’unica reale possibilità per migliorare il contenimento dei conti e la redditività.

Cos’è il controllo di gestione o controllo direzionale?

Il controllo di gestione (o direzionale) può essere definito come l’insieme dei processi, metodi, tecniche e strumenti a disposizione dei diversi livelli organizzativi che consentono ai manager, in relazione al proprio ruolo e alle proprie mansioni, di monitorare la realizzazione degli specifici obiettivi prefissati in sede di pianificazione strategica e programmazione operativa.

Si tratta di un’attività in grado di tenere sotto controllo le risorse economiche e i fattori produttivi, assicurando l’impiego di tali risorse nel modo più adeguato all’ottenimento degli obiettivi operativi. Pur non essendo obbligatorio per legge, il controllo di gestione risponde a importanti esigenze interne, con i dati finanziari che possono provenire da qualsiasi ambito produttivo.

Il controllo direzionale ha perciò lo scopo di raccogliere e analizzare questi dati, rendendoli comprensibili al fine di prendere decisioni più adeguate per l’attività. Un controllo di gestione ben eseguito è in grado non solo di ottimizzare la gestione di tutte le risorse aziendali, ma di perfezionare anche le strategie di marketing e vendita dell’attività al fine di incrementare il profitto.

Le fasi del controllo di gestione

In ambito gestionale, il controllo delle attività economiche può essere diviso idealmente in quattro fasi:

  1. Pianificazione
    La fase di pianificazione è il primo passo per eseguire un adeguato controllo di gestione. In particolare, riguarda l’elaborazione e definizione delle strategie aziendali a lungo, medio e breve termine.
  2. Esecuzione
    La fase di esecuzione riguarda tutte quelle attività volte alla mobilitazione e al coinvolgimento di tutte le risorse aziendali con lo scopo di raggiungere gli obiettivi prefissati.
  3. Reporting
    La fase di reporting la si può definire come il momento vero e proprio del controllo. È nell’ambito di questa fase, infatti, che si procede alla verifica dei piani aziendali e l’analisi del raggiungimento degli obiettivi operativi.
  4. Valutazione
    L’ultima fase, di correzione o valutazione, consiste nella controllo dei piani e dell’impiego delle risorse a disposizione dell’azienda. L’obiettivo di questa attività è l’individuazione di nuovi progetti e nuove strategie di business che appaiono più efficaci, al fine di garantire risultati migliori basati sull’analisi di dati concreti.

Come attuare il controllo di gestione

Per sviluppare un controllo di gestione efficace è necessario svolgere diverse attività che hanno lo scopo di ottimizzare l’impiego delle risorse aziendali e migliorare i risultati di business.

Tra queste ricordiamo:

  • l’Analisi e la riclassificazione del bilancio, ossia la revisione della struttura economica e finanziaria dell’azienda, con lo scopo di valutare se le risorse economiche siano adeguate agli investimenti di mercato;
  • l’Analisi comparata, che riguarda il confronto tra bilancio attuale e bilancio dell’anno precedente; 
  • il Budget o bilancio previsionale, ovvero cercare di fare una previsione, in modo concreto, su quali potranno essere le spese e i ricavi dell’anno successivo;
  • l’Analisi degli scostamenti, per valutare gli effettivi risultati ottenuti paragonandoli a quelli ipotizzati all’interno del bilancio previsionale.

L’importanza del controllo gestionale

Se svolto correttamente, il controllo finanziario permette di:

  1. individuare errori e problemi e correggerli per tempo, evitando sorprese e situazioni critiche irreversibili;
  2. offrire un quadro dell’azienda nel suo insieme ma anche delle singole divisioni (identificando i centri di responsabilità), e perfino per azioni o voci molto specifiche, per cui consente di conoscere lo stato finanziario dell’azienda e agire sulla fonte specifica del problema.